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Stabiae Temples. Templi di Stabiae.

 

The almost total absence of temples in the central Stabiae area suggests that these were most likely razed to the ground during the occupation of Sulla: however, some remains suggest the presence of various sacred structures such as a temple dedicated to Hercules, Diana, Athena, Cybele and most importantly the Genius Stabianum.

Hercules      Diana      Athena      Cybele      Genius Stabianum

 

La quasi totale assenza di templi nella zona di Stabia fa pensare che molto probabilmente questi furono rasi al suolo durante l'occupazione di Silla: tuttavia alcuni resti accertano la presenza di diverse strutture sacre come un tempio dedicato a Ercole, uno a Diana, uno ad Atena, uno a Cibele e quello più importante del Genius Stabianum.

 

Ercole      Diana      Atena      Cibele      Genius Stabianum

 

Hercules

The temple of Hercules was located on the rock of Rovigliano (Petra Herculis), a limestone islet about 200 metres from the coast, a short distance from the mouth of the Sarno river, in the area called Rovigliano. Legend has it that Hercules, returning from his labours, detached a piece of rock from Mount Faito and threw it into the sea thus forming the islet. The name Rovigliano derives either from an ancient Roman family name, the gens Rubilia or from the consul Rubelio, owner of the rock, or from the Latin term robilia the leguminous plants which grew abundantly in the ager area. Few traces of the temple of Hercules survived but include a wall in opus reticulatum, and the discovery, during the excavation of the foundations of a tower and a bronze statue representing Hercules which has since been lost.

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Scavi_archeologici_di_Stabia#Templi

 

Another testimony that in ancient times the island was dedicated to Hercules are some lines written by Pliny the Elder:

"In Stabiano Campaniae ad Herculis petram melanuri in mari panem abiectum rapiunt, iidem ad nullum cibum, in quo hamus sit, accedunt. "

In Stabiae, in Campania, at the Rock of Hercules the melanuri, eat the bread thrown into the sea, but do not approach any food placed on the hook.

(Plinio il Vecchio, Naturalis historia, XXXII libro)

 

See Di Massa, G., 2016. Il Territorio di Gragnano nell’antichità e L’ager Stabianus, p. 54. Download PDF

 

Ercole

Il tempio di Ercole era ubicato sulla Petra Herculis, conosciuto con il nome di scoglio di Rovigliano, ossia un isolotto calcareo posto a circa duecento metri dalla costa, a pochissima distanza dalla foce del fiume Sarno, nella zona chiamata Rovigliano: la leggenda vuole che Ercole, di ritorno dalle sue fatiche, staccò un pezzo di roccia dal monte Faito e lo scagliò in mare formando così l'isola. Il nome di Rovigliano invece deriva, secondo gli archeologi, o dal cognome di un'antica famiglia romana, la gens Rubilia oppure dal console Rubelio, proprietario dello scoglio, o ancora dal termine latino robilia, ossia delle piante leguminose, simile alle cicerchie, che crescevano abbondanti nella zona dell'ager. Del tempio di Ercole rimangono pochissime tracce, come un pezzo residuo di muro in opus reticulatum e il ritrovamento, durante lo scavo delle fondamenta di una torre, di una statua in bronzo raffigurante Ercole, andata perduta.

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Scavi_archeologici_di_Stabia#Templi

 

Altra testimonianza che nell'antichità l'isola fosse dedicata a Ercole sono alcune righe scritte da Plinio il Vecchio:

"In Stabiano Campaniae ad Herculis petram melanuri in mari panem abiectum rapiunt, iidem ad nullum cibum, in quo hamus sit, accedunt."

A Stabiae, in Campania, allo Scoglio di Ercole i melanuri, mangiano il pane gettato in mare, ma, non si accostano a nessun cibo infisso sull'amo.

(Plinio il Vecchio, Naturalis historia, XXXII libro)

 

Vedi Di Massa, G., 2016. Il Territorio di Gragnano nell’antichità e L’ager Stabianus, p. 54. Download PDF

 

Stabiae. Temple of Hercules. The rock of Rovigliano. The island seen from Torre Annunziata.
Stabiae. Tempio di Ercole. Isolotto di Rovigliano. L'isola vista da Torre Annunziata.
Photo by Paskwiki - Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=17332025

Stabiae. Temple of Hercules. The rock of Rovigliano. The island seen from Torre Annunziata.

Stabiae. Tempio di Ercole. Isolotto di Rovigliano. L'isola vista da Torre Annunziata.

Photo by Paskwiki - Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=17332025

 

View of the tower of Rovigliano. 1727.
Veduta della Torre di Rovigliano. 1727.
See Parrino, D. A., 1727. Nuova guida de' Forastieri per l'antichità curiosissime di Pozzuoli et al. Napoli: Buono, p. 244.

View of the tower of Rovigliano. 1727.

See Parrino, D. A., 1727. Nuova guida de' Forastieri per l'antichità curiosissime di Pozzuoli et al. Napoli: Buono, p. 244.

In pre-Roman times, due to its position, Rovigliano had to have performed some function in relation to the commercial traffic that took place along the Sarno river.

Between 1000 and 800 BC the islet was probably a Phoenician and Greek trading post.

There are documents regarding the discovery, at the end of the sixteenth century, of a statue of Hercules, three feet high, on the island of Rovigliano.

Precisely because of the cult of the god Hercules, according to the founding legend of Rovigliano, Stabiae and Herculaneum, the island was called in Roman times "Petra Herculis".

 

See Casale, A., 2014. Lo Scoglio di Rovigliano. Mostra di Presepistica, Città di Torre Annunziata.

 

Over the centuries it assumed different functions: in the sixth century it became a private home, in the ninth century it passed to the property of Ernesto Longobardi who transformed it into a home for young women dedicated to monastic life, in the twelfth century it became a Cistercian monastery and church and finally in the sixteenth century it became a fortress, to defend itself from Saracen raids, on top of which a tower was built, still visible today. From 1860 the rock passed to the state; in 1931 a restaurant was opened, but it had little luck, closing shortly after. Only a few ruins of the tower remain, slopes in degraded conditions.

 

See https://it.wikipedia.org/wiki/Scoglio_di_Rovigliano

 

Veduta della Torre di Rovigliano. 1727.

Vedi Parrino, D. A., 1727. Nuova guida de' Forastieri per l'antichità curiosissime di Pozzuoli et al. Napoli: Buono, p. 244.

In età preromana, per la sua posizione, Rovigliano dovette svolgere qualche funzione in relazione ai traffici commerciali che si svolgevano lungo il fiume Sarno. Tra il 1000 e l’800 a.C. l’isolotto probabilmente fu una stazione commerciale fenicia e greca.

Esistono documenti in merito al ritrovamento, alla fine del XVI secolo, di una statua di Ercole, alta tre piedi, sull’isola di Rovigliano.

Proprio per il culto del dio Ercole, secondo la leggenda fondatore di Rovigliano, di Stabiae e di Ercolano, l’isola era chiamata in epoca romana “Petra Herculis”.

 

Vedi Casale, A., 2014. Lo Scoglio di Rovigliano. Mostra di Presepistica, Città di Torre Annunziata.

 

Nel corso dei secoli assunse diverse funzioni: nel VI secolo divenne abitazione privata, nel IX secolo passò alla proprietà di Ernesto Longobardi che lo trasformò in luogo di accoglienza per giovani donne dedite alla vita monastica, nel XII secolo divenne monastero e chiesa cistercense ed infine nel XVI secolo divenne una fortezza, per difendersi dalle incursioni saracene, sulla cui sommità fu costruita una torre, visibile ancora oggi. Dal 1860 lo scoglio passò al demanio; nel 1931 fu aperto un ristorante, il quale però ebbe poca fortuna, chiudendo poco dopo. Rimangono solo poche rovine della torre, versanti in condizioni di degrado.

 

Vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Scoglio_di_Rovigliano

 

 

Diana

The temple of Diana was located in the hamlet of Pozzano at the southern end of the ager stabianus on the hill near the basilica of the Madonna di Pozzano.

It was in fact during an excavation at the garden of the church, in 1585, that some remains of a pagan temple resurfaced, including an altar that presented particular depictions such as deer heads, flowers and fruits. From this discovery archaeologists have attributed the temple to the cult of  Diana. Later on the altar was mounted a column with a cross on the top and everything was placed a short distance from the basilica of Pozzano, near a belvedere: to preserve its historical importance the altar was replaced with a copy while the original is now kept inside Villa San Marco.

 

Il tempio di Diana era ubicato nella frazione di Pozzano, all'estremità sud dell'ager stabianus, sulla collina dove sorge la basilica della Madonna di Pozzano. Fu infatti durante uno scavo presso il giardino della chiesa, nel 1585, che riaffiorarono alcuni resti di un tempio pagano, tra cui un'ara che presentava particolari raffigurazioni come teste di cervo, fiori e frutti: proprio da questo ritrovamento gli archeologi hanno attribuito il tempio al culto di Diana. In seguito sull'ara fu montata una colonna con una croce sulla sommità e il tutto fu collocato a breve distanza dalla basilica di Pozzano, nei pressi di un belvedere: per preservarne l'importanza storica l'ara è stata sostituita con una copia mentre l'originale è ora custodito all'interno di Villa San Marco.

 

See/Vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Scavi_archeologici_di_Stabia#Templi

 

Stabiae Temple of Diana. July 2010. White marble altar. Column from Temple of Diana. View 1.

Stabiae Temple of Diana. July 2010. White marble altar. Column from Temple of Diana. View 1.

 

Stabiae Temple of Diana. July 2010. Villa San Marco, Stabiae, White marble altar. View 2. Photo courtesy of Michael Binns.
The altar, from the first imperial age, is decorated with garlands and ribbons supported on the skulls of stags.
This came to light in 1585 following an excavation in the garden next door to the church of S. Maria di Pozzano.
According to Pagano, given its sizeable dimensions, it was perhaps part of a sumptuous little temple destroyed in the 79AD eruption.
This temple would have been near a large senatorial seaside villa, situated in the valley of Faiano which lies below it. 
A lead fistula was discovered that may attribute this villa to Publius Sabidius Pollio. 
He or his father of the same name was aedile at Nola circa 30 B.C. 
It is therefore reasonable to suppose that the temple was part of, or near to, the villa.
Pagano considered the altar may be connected with the cult of Diana, as hunting in the woods behind Mount Faito must have played an important part in the life of a rich aristocrat.
See Pagano M., 2003 in Rivista di Studi Pompeiani XIV. Roma: L’Erma di Bretschneider. p. 349-351, figs. 6-8.

Stabiae Temple of Diana. July 2010. Villa San Marco, Stabiae, White marble altar. View 2. Photo courtesy of Michael Binns.

The altar, from the first imperial age, is decorated with garlands and ribbons supported on the skulls of stags.

This came to light in 1585 following an excavation in the garden next door to the church of S. Maria di Pozzano.

According to Pagano, given its sizeable dimensions, it was perhaps part of a sumptuous little temple destroyed in the 79AD eruption.

This temple would have been near a large senatorial seaside villa, situated in the valley of Faiano which lies below it.

A lead fistula was discovered that may attribute this villa to Publius Sabidius Pollio.

He or his father of the same name was aedile at Nola circa 30 B.C.

It is therefore reasonable to suppose that the temple was part of, or near to, the villa.

Pagano considered the altar may be connected with the cult of Diana, as hunting in the woods behind Mount Faito must have played an important part in the life of a rich aristocrat.

See Pagano M., 2003 in Rivista di Studi Pompeiani XIV. Roma: L’Erma di Bretschneider. p. 349-351, figs. 6-8.

 

Stabiae Temple of Diana. Late 19th century Giorgio Sommer photograph of white marble altar.
During the 18th and 19th centuries the altar was used to support a Corinthian column at the top of which was a cross. 
This was located in a panoramic position on the old Sorrento road. 
It suffered considerable exposure to sea air, oxidisation and vandalism before being replaced by a resin copy and the original removed and restored.
This can be seen on the cover of “Pompei tra Sorrento e Sarno” in a position overlooking Castellammare di Stabia.
There is also a photo c.2001, on the inner front leaf, showing it still in situ and covered in graffiti, taken by M. Russo.
See Comitato per gli Scavi di Stabia. “Pompei tra Sorrento e Sarno”, Rome: Bardi Editore, 2001.
See Pagano M., 2003 in Rivista di Studi Pompeiani XIV. Roma: L’Erma di Bretschneider. p. 349-351, figs. 6-8.

Stabiae Temple of Diana. Late 19th century Giorgio Sommer photograph of white marble altar.

During the 18th and 19th centuries the altar was used to support a Corinthian column at the top of which was a cross.

This was located in a panoramic position on the old Sorrento road.

It suffered considerable exposure to sea air, oxidisation and vandalism before being replaced by a resin copy and the original removed and restored.

This can be seen on the cover of “Pompei tra Sorrento e Sarno” in a position overlooking Castellammare di Stabia.
There is also a photo c.2001, on the inner front leaf, showing it still in situ and covered in graffiti, taken by M. Russo.

See Comitato per gli Scavi di Stabia. “Pompei tra Sorrento e Sarno”, Rome: Bardi Editore, 2001.

See Pagano M., 2003 in Rivista di Studi Pompeiani XIV. Roma: L’Erma di Bretschneider. p. 349-351, figs. 6-8.

 

Stabiae Temple of Diana. July 2010. Altar in Villa San Marco. View 3.
Restored marble altar, decorated with garlands and ribbons, supported by stags’ heads. 
Photo courtesy of Michael Binns.

Stabiae Temple of Diana. July 2010. Altar in Villa San Marco. View 3.

Restored marble altar, decorated with garlands and ribbons, supported by stags’ heads.

Photo courtesy of Michael Binns.

 

Stabiae Temple of Diana. July 2010. Decorated marble altar. View 4. Photo courtesy of Michael Binns.

Stabiae Temple of Diana. July 2010. Decorated marble altar. View 4. Photo courtesy of Michael Binns.

 

Stabiae Temple of Diana. July 2010. Decorated marble altar. View 5. Photo courtesy of Michael Binns.

Stabiae Temple of Diana. July 2010. Decorated marble altar. View 5. Photo courtesy of Michael Binns.

 

Stabiae Temple of Diana. April 2005. Description card in the Villa San Marco by Mario Pagano, about the decorated marble altar.
It was found in 1585 during excavation works in the garden next to the church of S. Maria di Pozzano. 
It may have been part of a small temple, probably to Diana, which was destroyed by the eruption of 79AD.
Photo courtesy of Michael Binns.

Stabiae Temple of Diana. April 2005. Description card in the Villa San Marco by Mario Pagano, about the decorated marble altar.

It was found in 1585 during excavation works in the garden next to the church of S. Maria di Pozzano.

It may have been part of a small temple, probably to Diana, which was destroyed by the eruption of 79AD.

Photo courtesy of Michael Binns.

 

 

Athena

The temple of Athena, also known as an extra-urban sanctuary, was brought to light in 1984, in Privati, on the banks of the Rivo Calcarella, in the hilly area of Castellammare di Stabia, for an area of about two hundred square meters. The temple dates back to the Samnite period, probably built around the fourth century BC.C. and has preserved a large amount of artifacts. It has not yet been ascertained to whom the cult was dedicated: among the various hypotheses there is the most accredited one of Athena for the discovery of a statuette depicting the goddess, very similar to another found in the temple near Punta Campanella dedicated to the goddess of wisdom; according to others it was dedicated to the cult of the sphere of fecundity or even to Aphrodite or Artemis.  Among the most important finds found in this temple is a slab with the head of Hercules, of Hellenistic inspiration, made between the fourth and third centuries BC.C. and thirty-three centimetres long and thirty-two wide: in the ancient Stabia the cult of Hercules was very much felt because according to legend he was the founder of the city.

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Scavi_archeologici_di_Stabia#Templi

 

The site of Privati is proof of a side of Stabian history as yet unknown. It is a sanctuary that was erected outside the city in the second half of the 4th century B.C.

It was built on a terrace on the Lattari Mountains sloping down panoramically over the Gulf of Stabiae. In ancient times, it marked the southern boundary of Stabiae and it was in a strategic position to control the routes connecting the Sarno Valley and the Sorrento-Amalfi area. At the centre of the terrace ledge was a large pit with votive offerings, often intentionally broken to pieces before being left there mixed with burnt earth and animal bones. Some of the offerings, ranging from ceramic and terracotta statuettes to antefixes, are proof of the strong link of the god worshipped here and the connection to women and the watching over of fertility and childbirth. The sanctuary was probably part of a network connecting various places of worship along the Sorrento peninsula, from the Doric Temple in Pompeii to the Athenaion on the Punta della Campanella.

 

http://pompeiisites.org/en/exhibitions/in-search-of-stabiae/

 

Atena

Il tempio di Atena, conosciuto anche come santuario extraurbano, è stato riportato alla luce nel 1984, in località Privati, sulle sponde del Rivo Calcarella, nella zona collinare di Castellammare di Stabia, per una superficie di circa duecento metri quadrati. Il tempio risale al periodo sannita, costruito probabilmente intorno al IV secolo a.C. ed ha conservato una grande quantità di manufatti. Non si è ancora accertato a chi fosse dedicato il culto: tra le varie ipotesi c'è quella più accreditata di Atena per il ritrovamento di una statuetta raffigurante la dea, molto simile a un'altra ritrovata nel tempio nei pressi di Punta Campanella proprio dedicato alla dea della saggezza; secondo altri invece era dedicato al culto della sfera della fecondità o ancora ad Afrodite o Artemide. Tra i reperti più importanti rinvenuti in questo tempio è una lastra con la testa di Ercole, d'ispirazione ellenistica, realizzata tra il IV e il III secolo a.C. e dalle dimensioni di trentatré centimetri di lunghezza e trentadue di larghezza: nell'antica Stabia il culto di Ercole era molto sentito poiché secondo la leggenda era il fondatore della città.

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Scavi_archeologici_di_Stabia#Templi

 

Il luogo di culto in località Privati documenta invece un aspetto inedito della storia di Stabiae e cioè la presenza di un santuario extra-urbano nella seconda metà del IV sec. a.C

Il deposito votivo, su una terrazza dei Monti Lattari digradante panoramicamente verso il golfo di Stabiae, segnava anticamente il confine meridionale del territorio Stabiano, in una strategica posizione di controllo del percorso che collegava la valle del Sarno e l’area sorrentino-amalfitana. Al centro della terrazza fu individuata una grande fossa con materiale votivo, spesso frammentato intenzionalmente prima di essere depositato, frammisto a terreno bruciato e a offerte di ossa animali. I diversi tipi ex-voto, dalla ceramica alle terrecotte votive alle antefisse, segnalano il forte legame della divinità con la sfera femminile e inseriscono il santuario in una rete di luoghi di culto che costellavano la Penisola sorrentina, dal tempio dorico di Pompei all’Athenaion di Punta della Campanella.

 

http://pompeiisites.org/mostre/alla-ricerca-di-stabia/

 

Stabia Temple of Athena. Sanctuary in località privati, ex-voto find of child.
Stabia Tempio Atena. Santuario in località privati, ritrovamenti ex-voto con bambino.
Photo Sailko, CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons.

Stabia Temple of Athena. Sanctuary in località privati, ex-voto find of child.

Stabia Tempio Atena. Santuario in località privati, ritrovamenti ex-voto con bambino.

Photo Sailko, CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons.

 

Stabia Temple of Athena. Sanctuary in località privati, incense burner (thymiaterion) found.
Stabia Tempio Atena. Santuario in località privati, ritrovamenti bruciaprufumi (thymiaterion).
Photo Sailko, CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons.

Stabia Temple of Athena. Sanctuary in località privati, incense burner (thymiaterion) found.

Stabia Tempio Atena. Santuario in località privati, ritrovamenti bruciaprufumi (thymiaterion).

Photo Sailko, CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons.

 

Stabia Temple of Athena. Sanctuary in località privati, ex-voto find of female bust.
Stabia Tempio Atena. Santuario in località privati, ritrovamenti ex-voto con busto femminile.
Photo Sailko, CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons.

Stabia Temple of Athena. Sanctuary in località privati, ex-voto find of female bust.

Stabia Tempio Atena. Santuario in località privati, ritrovamenti ex-voto con busto femminile.

Photo Sailko, CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons.

 

Stabia Temple of Athena. Sanctuary in località privati, ex-voto finds 1.
Photograph © Parco Archeologico di Pompei.

Stabia Temple of Athena. Sanctuary in località privati, ex-voto finds 1.

Photograph © Parco Archeologico di Pompei.

 

Stabia Temple of Athena. Sanctuary in località privati, ex-voto finds 2.
Photograph © Parco Archeologico di Pompei.

Stabia Temple of Athena. Sanctuary in località privati, ex-voto finds 2.

Photograph © Parco Archeologico di Pompei.

 

Stabia Temple of Athena. Sanctuary in località privati, ex-voto finds 3.
Photograph © Parco Archeologico di Pompei.

Stabia Temple of Athena. Sanctuary in località privati, ex-voto finds 3.

Photograph © Parco Archeologico di Pompei.

 

Stabia Temple of Athena. Sanctuary in località privati, ex-voto finds 4.
Photograph © Parco Archeologico di Pompei.

Stabia Temple of Athena. Sanctuary in località privati, ex-voto finds 4. Statue of Minerva.

Photograph © Parco Archeologico di Pompei.

The statue dates back to the 3rd century BC. and was found in 1984, in the same year in which the place of its origin was discovered, that is a votive deposit in Privati, belonging to a temple probably dedicated to Athena, as evidenced by this same statue: restored as it was reduced to fragments, it was preserved inside the Antiquarium Stabiano.

 

The statue is made of brown clay using two moulds, one on the front and the other on the back: even if restored, there are still signs of chipping and abrasions and it is particularly damaged at the base. The female figure depicting Minerva wears a sleeveless chiton with a belt at the waist and a longer apoptygma on the hips, while the aegis can be seen on her chest; the whole statue seems to rest its weight on the left leg, while the right one is in the act of advancing slightly forward: the right hand placed on the hip, while the left one holds a shield, with the face of Gorgon in the centre, resting on both the ground and on the leg. The head, slightly inclined, is surmounted by a helmet with polos and below you can see a few hairs, more visible on the sides of the face: in the ears are paste earrings, while the face, with an oval shape, denotes a certain accuracy in the workmanship; the front of the statue is completely smooth.

 

Stabia Temple of Athena. Santuario in località privati, ex-voto trova 4. Statua di Minerva.

Photograph © Parco Archeologico di Pompei.

La statua risale al III secolo a.C. e fu ritrovata nel 1984, nello stesso anno in cui venne scoperto il luogo della sua provenienza, ossia uno scarico votivo in località Privati, appartenente ad un tempio probabilmente dedicato ad Atena, come testimonia la stessa statua: restaurata in quanto ridotta in frammenti, venne conservata all'interno dell'Antiquarium stabiano.

 

La statua è realizzata in argilla marrone mediante l'utilizzo di due stampi, uno anteriore e l'altro posteriore: anche se restaurata restano comunque segni di scheggiature ed abrasioni ed è particolarmente rovinata alla base. La figura femminile che raffigura Minerva, indossa un chitone senza maniche, con cintura alla vita ed apoptygma più lungo sui fianchi, mentre sul petto si intravede l'egida; tutta la statua sembra poggiare il peso sulla gamba sinistra, mentre quella destra è nell'atto di avanzare leggermente in avanti: la mano destra messa sull'anca, mentre quella sinistra regge uno scudo, con al centro il volto di Gorgone, poggiato sia a terra che alla gamba. Il capo, leggermente inclinato, è sovrastato da un elmo con polos ed al di sotto si notano pochi capelli, più visibili ai lati del viso: alle orecchie sono posti orecchini a pastiglia, mentre il volto, dalla forma ovale, denota una certa accuratezza nella fattura; la parte anteriore della statua è completamente liscia.

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Minerva_(statua)

 

 

 

The double drachma minted in Nuceria during the Samnite period. The legends are in Oscan language: on the obverse NURKRINUM ALPHATERNUM, on the reverse ARNSNEI. Coins of the Mint of Nuceria were found both in the necropolis (a coin was placed a coin in the mouth of the deceased to pay the toll to Charon for the ferry for the ferry journey to the kingdom of the dead) and in the area of the Sanctuary of Privati (about 13) found together with six hundred other coins. (R. Cantilena, Nuceria Alfaterna e il suo territorio)

Il didramma coniato a Nuceria durante il periodo sannitico. Le leggende sono in lingua osca: sul diritto NURKRINUM ALFATERNUM, sul rovescio ARNSNEI. Monete della Zecca di Nuceria furono rinvenute sia nelle necropoli (si metteva una moneta in bocca al defunto per pagare il pedaggio a Caronte per il traghettamento nel regno dei morti) sia nell’area del Santuario di Privati (circa 13) rinvenute insieme ad altre seicento monete. (R. Cantilena, Nuceria Alfaterna e il suo territorio)

See Di Massa, G., 2016. Il Territorio di Gragnano nell’antichità e L’ager Stabianus, p. 4. Download PDF

The double drachma minted in Nuceria during the Samnite period. The legends are in Oscan language: on the obverse NURKRINUM ALPHATERNUM, on the reverse ARNSNEI. Coins of the Mint of Nuceria were found both in the necropolis (a coin was placed a coin in the mouth of the deceased to pay the toll to Charon for the ferry for the ferry journey to the kingdom of the dead) and in the area of the Sanctuary of Privati (about 13) found together with six hundred other coins. (R. Cantilena, Nuceria Alfaterna e il suo territorio)

 

Il didramma coniato a Nuceria durante il periodo sannitico. Le leggende sono in lingua osca: sul diritto NURKRINUM ALFATERNUM, sul rovescio ARNSNEI. Monete della Zecca di Nuceria furono rinvenute sia nelle necropoli (si metteva una moneta in bocca al defunto per pagare il pedaggio a Caronte per il traghettamento nel regno dei morti) sia nell’area del Santuario di Privati (circa 13) rinvenute insieme ad altre seicento monete. (R. Cantilena, Nuceria Alfaterna e il suo territorio)

 

See Di Massa, G., 2016. Il Territorio di Gragnano nell’antichità e L’ager Stabianus, p. 4. Download PDF

 

Stabia Temple of Athena. Sanctuary in località privati. Antefix.

Stabia Temple of Athena. Sanctuary in località privati. Antefix.

 

VIII.1.4, Antiquarium, Pompeii. August 1965. Terracotta reliefs, antefisse with head of Athena. 
Stabia, Santuario in località privati. Photo courtesy of Rick Bauer.
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VIII.1.4, Antiquarium, Pompeii. August 1965. Terracotta reliefs, antefisse with head of Athena.

Stabia, Santuario in località privati. Photo courtesy of Rick Bauer.

 

 

Cybele

The temple of Cybele was discovered in 1863, in the locality of Trivione, in Gragnano, following the extension works of a road: there were lead columns, arranged circularly, in the centre of which there was a sepulchral block. According to the reconstruction of the archaeologists, the temple was located in a clearing, protected by woods, and the cult was precisely dedicated to Cybele, for the Romans Rea: around the sacred building the Corybantes danced and often orgiastic rites took place, a cult imported from Ancient Greece.

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Scavi_archeologici_di_Stabia#Templi

 

REMAINS OF TEMPLE in Trivione During the road widening works, a circular colonnade with lead columns was discovered (FS Liguori, Cenni storico-critici della Città di Gragnano, 1863), at the center of which was a sepulchral block, perhaps of subsequent period, with the following plaque:

 

D. M. NEVIO AMBLIATO QUI VIXIT

VIGINTI ANNOS ET MENSES DECEM

AURELIUS MAXIMUS FRATI DULCISSIMO P. U.

 

In addition to the road connecting to the hills (the ancient Via Bagnuli), two other roads departed from Piazza Trivione and connected to the numerous rustic villas along the Carmiano-Ogliaro and Stagli-Varano axes. In a dominant position, in the middle of the woods, there was the clearing in which the temple was located, perhaps dedicated to the goddess Cybele, called Rea by the Romans, honored in Greece with orgiastic rites whose cult was imported during the Second Punic War. The Corybantes danced around this temple playing percussion instruments such as today's tambura.

 

See Di Massa, G., 2016. Il Territorio di Gragnano nell’antichità e L’ager Stabianus, p. 42. Download PDF

 

... at the Trivione ... However, it is worth mentioning a colonnaded circle with lead columns, in the centre of which was located a boiler. Perhaps it must have been the pagan temple of the Corybantes; in the bottom of which I found a stone conceived as follows:

 

D. M. Nevio Ambliato qui vixit viginti annos et menses decem. Aurelius Maximus fratri dulcissimo p.

 

See Liguori, F. S., 1853. Cenni storico-critici della città di Gragnano e luoghi convicini. Napoli: Spinelli, p. 53.

 

 

Cibele

Il tempio di Cibele è stato scoperto nel 1863, in località Trivione, a Gragnano, a seguito dei lavori di ampliamento di una strada: si tratta di colonne in piombo, disposte circolarmente, al centro del quale è posto un ceppo sepolcrale. Secondo la ricostruzione degli archeologi il tempio si trovava in una radura, protetto da boschi, e il culto era appunto dedicato a Cibele, per i romani Rea: intorno all'edificio sacro danzavano i coribanti e spesso si svolgevano riti orgiastici, culto importato dall'antica Grecia.

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Scavi_archeologici_di_Stabia#Templi

 

RESTI DI TEMPIO in località Trivione Durante i lavori di ampliamento della strada, fu scoperto un colonnato circolare con colonne di piombo (F. S. Liguori, Cenni storico-critici della Città di Gragnano, 1863), al centro del quale era un ceppo sepolcrale, forse di epoca successiva, con la seguente lapide:

 

D. M. NEVIO AMBLIATO QUI VIXIT

VIGINTI ANNOS ET MENSES DECEM

AURELIUS MAXIMUS FRATI DULCISSIMO P. U.

 

Dalla piazza Trivione partivano, oltre alla strada di collegamento con le colline (l’antica via Bagnuli) due altre strade che si collegavano alle numerose ville rustiche lungo gli assi Carmiano-Ogliaro e Stagli-Varano. In posizione quindi dominante, in mezzo ai boschi, si apriva la radura in cui era collocato il tempio, forse dedicato alla dea Cibele, dai romani chiamata Rea, onorata in Grecia con riti orgiastici il cui culto fu importato durante la seconda guerra punica. Intorno a questo tempio danzavano I coribanti che suonavano strumenti a percussione tipo l’odierna tammorra.

 

Vedi Di Massa, G., 2016. Il Territorio di Gragnano nell’antichità e L’ager Stabianus, p. 42. Download PDF

 

… presso al Trivione … Merita però menzione un circolo colonnato con colonne di piombo, nel centro del quale era situata una caldaia. Forse dovea essere il tempio pagano dei Coribanti; nel cui fondo trovossi una lapida così concepita:

 

D. M. Nevio Ambliato qui vixit viginti annos et menses decem. Aurelius Maximus fratri dulcissimo p.

 

Vedi Liguori, F. S., 1853. Cenni storico-critici della città di Gragnano e luoghi convicini. Napoli: Spinelli, p. 53.

 

 

Genius Stabianum

The temple of the Genius Stabianum was unearthed in 1762 and after its exploration again buried: despite having several maps, its position has not yet been clarified, although it is assumed that it is located between the hill of Varano and Santa Maria la Carità. The temple was probably a Nucerian confederal sanctuary and from the plans drawn up in the Bourbon period it can be deduced that it is formed by a fourteen-column monopteros and a four-column building that houses two tricliniums and a circular table. From the discovery of a plaque it was also learned that the temple was restored after the earthquake of 62 and the works carried out by Caesius Daphnus.

 

Il tempio del Genius Stabianum è stato riportato alla luce nel 1762 e dopo la sua esplorazione nuovamente interrato: nonostante si disponga di diverse mappe, non è stata ancora chiarita la sua posizione, anche se si suppone che si trovi tra la collina di Varano e Santa Maria la Carità. Il tempio era probabilmente un santuario confederale nocerino e dalle piante redatte in epoca borbonica si deduce che è formato da un monoptero a quattordici colonne e un edificio a quattro colonne che ospita due triclini e un mensa circolare. Dal ritrovamento di una targa si è inoltre venuti a conoscenza che il tempio è stato restaurato dopo il terremoto del 62 e i lavori eseguiti da Caesius Daphnus.

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Scavi_archeologici_di_Stabia#Templi

 

1764 drawing by Winkelmann of the plaque stating that the temple was restored after the earthquake of 62 and the works carried out by Caesius Daphnus.

(By decree of the decurion
Caesius Daphnus,
Augustale of Nuceria and Nola,
the temple of the Genius of the city of Stabia
has been rebuilt after it was damaged
and marble blocks had fallen (from it)].

See Winckelmann, J. J. (2011). Letter and Report on the Discoveries at Herculaneum 1762 and 1764: Translator Carol C. Mattusch. United States: J. Paul Getty Museum, p. 164.

1764 drawing by Winkelmann of the plaque stating that the temple was restored after the earthquake of 62 and the works carried out by Caesius Daphnus.

 

(By decree of the decurion

Caesius Daphnus,

Augustale of Nuceria and Nola,

the temple of the Genius of the city of Stabia

has been rebuilt after it was damaged

and marble blocks had fallen (from it)].

 

See Winckelmann, J. J. (2011). Letter and Report on the Discoveries at Herculaneum 1762 and 1764: Translator Carol C. Mattusch. United States: J. Paul Getty Museum, p. 164.

 

Stabiae Temple of the Genius Stabianum. Plan, Cross section and tablet with inscription.

Temple of the Genius Stabianum, De Riso property then Pellicano - Gragnano. The temple may have been a confederate sanctuary in Nocera after 89 BC and consisted of a fourteen-columned monolith and a rectangular building with four columns, two triclinia and a circular mensa in the centre (plan by F. La Vega). From the perspective drawing, it is easy to recognise the profile of Mount Pendolo and the rearmost profile of Mount Faito. The inscription below, added to the temple by Rosini, recalls the restoration work carried out after the earthquake of 62 by Caesius Daphnus from Nocera (MANN).

Tempio del Genius Stabianum, proprietà De Riso poi Pellicano - Gragnano. Il tempio forse un santuario confederale nocerino dopo l’89 a.C., era costituito da un monoptero a quattordici colonne e da un edificio rettangolare a quattro colonne, due triclini con una mensa circolare al centro (pianta di F. La Vega). Dal disegno prospettico è facilmente riconoscibile il profilo del monte Pendolo e quello più arretrato del Faito. La sottostante iscrizione, integrata al tempio dal Rosini, ricorda i lavori di restauro dopo il terremoto del 62, eseguiti dal nocerino Caesius Daphnus (MANN)

See/Vedi Di Massa, G., 2016. Il Territorio di Gragnano nell’antichità e L’ager Stabianus, p. 8. Download PDF

Stabiae Temple of the Genius Stabianum. Plan, perspective drawing and tablet with inscription.

 

Temple of the Genius Stabianum, De Riso property then Pellicano - Gragnano. The temple may have been a confederate sanctuary in Nocera after 89 BC and consisted of a fourteen-columned monolith and a rectangular building with four columns, two triclinia and a circular mensa in the centre (plan by F. La Vega). From the perspective drawing, it is easy to recognise the profile of Mount Pendolo and the rearmost profile of Mount Faito. The inscription below, added to the temple by Rosini, recalls the restoration work carried out after the earthquake of 62 by Caesius Daphnus from Nocera (MANN).

 

Tempio del Genius Stabianum, proprietà De Riso poi Pellicano - Gragnano. Il tempio forse un santuario confederale nocerino dopo l’89 a.C., era costituito da un monoptero a quattordici colonne e da un edificio rettangolare a quattro colonne, due triclini con una mensa circolare al centro (pianta di F. La Vega). Dal disegno prospettico è facilmente riconoscibile il profilo del monte Pendolo e quello più arretrato del Faito. La sottostante iscrizione, integrata al tempio dal Rosini, ricorda i lavori di restauro dopo il terremoto del 62, eseguiti dal nocerino Caesius Daphnus (MANN)

 

See/Vedi Di Massa, G., 2016. Il Territorio di Gragnano nell’antichità e L’ager Stabianus, p. 8. Download PDF

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento - Last updated: 05-Oct-2021 12:55