PompeiiinPictures

VII.6.38 Pompeii. House of Cipius Pamphilus Felix.

Excavated 1760, 1841 and 1910. Bombed in 1943.

 

Part 2      Part 1

 

VII.6.38 Pompeii. May 2010. Lararium painting. The upper part has an offering scene.  A round altar is in the centre.  The offering Genius has a small camillus helping on his right.  On the other side of the altar is the tibicen with a popa assisting with a small pig.  The scene is flanked on either side by a large lar.  Above the scene are three garlands. The lower part has two serpents, in plants, approaching a second round altar, one from either side. Fröhlich says this as found  Reg.  VII or VIII.  
See Fröhlich, T., 1991. Lararien und Fassadenbilder in den Vesuvstädten. Mainz: von Zabern. (L98, T: 10,2).
Pagano and Prisciandaro show this as being from VII.6.38.
See Pagano, M., and Prisciandaro, R., 2006. Studio sulle provenienze degli oggetti rinvenuti negli scavi borbonici del regno di Napoli.  Naples : Nicola Longobardi.  (p.39).
Now in Naples Archaeological Museum. Inventory number: 8905.

VII.6.38 Pompeii. May 2010. Lararium painting from the kitchen.

The upper part has an offering scene.  A round altar is in the centre. 

The offering Genius has a small camillus helping on his right. 

On the other side of the altar is the tibicen with a popa assisting with a small pig. 

The scene is flanked on either side by a large lar.  Above the scene are three garlands.

The lower part has two serpents, in plants, approaching a second, round altar, one from either side.

Fröhlich says this was found in Reg. VII or VIII. 

See Fröhlich, T., 1991. Lararien und Fassadenbilder in den Vesuvstädten. Mainz: von Zabern. (L98, T: 10,2).

Pagano and Prisciandaro show this as being from VII.6.38.

See Pagano, M., and Prisciandaro, R., 2006. Studio sulle provenienze degli oggetti rinvenuti negli scavi borbonici del regno di Napoli. Naples: Nicola Longobardi.  (p.39).

Now in Naples Archaeological Museum. Inventory number: 8905.

 

VII.6.38 Pompeii. 1957. Lararium painting from the kitchen. Naples Archaeological Museum inventory number: 8905. Photo by Stanley A. Jashemski.
Source: The Wilhelmina and Stanley A. Jashemski archive in the University of Maryland Library, Special Collections (See collection page) and made available under the Creative Commons Attribution-Non Commercial License v.4. See Licence and use details. J57f0515

VII.6.38 Pompeii. 1957. Lararium painting from the kitchen.

Naples Archaeological Museum inventory number 8905. Photo by Stanley A. Jashemski.

Source: The Wilhelmina and Stanley A. Jashemski archive in the University of Maryland Library, Special Collections (See collection page) and made available under the Creative Commons Attribution-Non Commercial License v.4. See Licence and use details.

J57f0515

 

VII.6.38 Pompeii. Detail of Lar, on left side of lararium painting. Now in Naples Archaeological Museum. Inventory number: 8905.

VII.6.38 Pompeii. Detail of Lar, from left side of lararium painting.

Now in Naples Archaeological Museum. Inventory number 8905.

 

VII.6.38 Pompeii. Detail of popa leading a pig to his sacrifice, shown on lararium painting. Now in Naples Archaeological Museum. Inventory number: 8905.

VII.6.38 Pompeii. Detail of popa leading a pig to his sacrifice, shown on lararium painting.

Now in Naples Archaeological Museum. Inventory number 8905.

 

VII.6.38 Pompeii. Detail of the double-flute player or tibicen, shown on lararium painting.  Now in Naples Archaeological Museum. Inventory number: 8905.

VII.6.38 Pompeii. Detail of the double-flute player or tibicen, shown on lararium painting.

Now in Naples Archaeological Museum. Inventory number 8905.

 

VII.6.38 Pompeii. Detail of round altar on lararium painting. Now in Naples Archaeological Museum. Inventory number: 8905.

VII.6.38 Pompeii. Detail of round altar from lararium painting.

Now in Naples Archaeological Museum. Inventory number 8905.

 

VII.6.38 Pompeii. Detail of the Genius sacrificing, on lararium painting. Now in Naples Archaeological Museum. Inventory number: 8905.

VII.6.38 Pompeii. Detail of the Genius sacrificing, shown on lararium painting.

Now in Naples Archaeological Museum. Inventory number 8905.

 

VII.6.38 Pompeii. Detail of priest’s assistant or camillus, shown on lararium painting. Now in Naples Archaeological Museum. Inventory number: 8905.

VII.6.38 Pompeii. Detail of priest’s assistant or camillus, shown on lararium painting.

Now in Naples Archaeological Museum. Inventory number 8905.

 

VII.6.38 Pompeii. Detail of Lar, on right side of lararium painting. Now in Naples Archaeological Museum. Inventory number: 8905.

VII.6.38 Pompeii. Detail of Lar, from right side of lararium painting.

Now in Naples Archaeological Museum. Inventory number 8905.

 

VII.6.38 Pompeii. Detail of serpent on left lower side. Now in Naples Archaeological Museum. Inventory number: 8905.

VII.6.38 Pompeii. Detail of serpent on left lower side.

Now in Naples Archaeological Museum. Inventory number 8905.

 

VII.6.38 Pompeii. Detail of altar on lararium painting, shown with eggs placed as offerings on the top. Now in Naples Archaeological Museum. Inventory number: 8905.

VII.6.38 Pompeii. Detail of altar from lararium painting, shown with eggs placed as offerings on the top.

Now in Naples Archaeological Museum. Inventory number 8905.

 

VII.6.38 Pompeii. Detail of serpent on right lower side. Now in Naples Archaeological Museum. Inventory number: 8905.

VII.6.38 Pompeii. Detail of serpent on right lower side.

Now in Naples Archaeological Museum. Inventory number 8905.

Notizie degli Scavi, 1910, p.446-453 (insieme al VII.6.3, in passato, era collegato)

 

È necessario ora descrivere, prima d'ogni altro, la casa esistente a mezzogiorno di questa, perchè, come ho detto di sopra le due abitazioni, in origine erano in comunicazione tra loro. Essa, risultante di un peristilio con varii ambienti d'intorno, aveva il suo ingresso sul vico occidentale al n. XXXVIII, ingresso largo m. 1,45, con soglia di lava, coi cardini di ferro conservati e coi fori per l'incastro degli stipiti di legno. 

 

Segue a questo ingresso il corridoio 21, col pavimento di coccio pesto, formante leggiero pendìo verso la strada, con le pareti decorate di alto zoccolo nero scompartito in riquadrature per mezzo di fascette rosse e rivestito superiormente di semplice intonaco bianco. Sull'alto della parete settentrionale, all'altezza di m. 2,76, esistono i fori dei travicelli di un ambiente costruito sul breve corridoio in un tempo posteriore. La parte corrispondente della parete opposta non si è conservata. Questo ambiente superiore terminava con una finestra corrispondente sull'ingresso.

 

Il corridoio riusciva nel peristilio 22, e verso di esso terminava con due pilastri angolari rossi, dei quali si è conservato solo quello di sinistra.

 

Questo peristilio ha il portico in tutti i lati, tranne che in quello settentrionale, dove era praticato il largo vano di comunicazione col peristilio della casa precedentemente descritta. Le colonne, prive dei capitelli, sono due per ciascun lato, comprese le angolari ; sono fatte con pezzi di tegole e con pietre tagliate a mattoni ; ed

hanno rjvestimento di intonaco dipinto in paonazzo. E poiché la decorazione dipinta in fondo al portico occidentale termina in alto (a m. 3,53) con taglio orizzontale, mi pare doversi dedurre che le colonne sostenessero una terrazza girante intorno. Tra le colonne è un pluteo in muratura, alto m. 0,68, vuoto internamente per mettervi piante, il quale si trasforma in piedistallo in corrispondenza d'ogni colonna all'esterno.

 

L'area interna, o giardino, è posta (cosa nuova) ad un livello più alto di quello del pavimento del portico, ed ha intorno una cunetta di coccio pesto, con due feritoie attarversanti il pluteo, delle quali quella in t, per un canale sotterraneo, portava l'acqua nel vico occidentale. Esaminata l'area abbiamo trovato i vuoti lasciati dalle radici di diversi alberetti, o forse di grosse piante, che però erano state messe qua e là senza alcun ordine, come può vedersi nella NdS 1910 figura 1.

 

Nel lato settentrionale, privo di portico, nella parte del vano che comunica col peristilio dell'altra casa, ed in corrispondenza con le colonne del portico, sono due pilastri, e così pure, sulle stesse linee, nel lato opposto. La decorazione delle pareti in fondo al portico consite in un alto zoccolo nero, al quale segue un campo bianco con qualche leggiera architettura fantastica. Anche sulla parete settentrionale esiste lo stesso zoccolo nero, che però è decorato con le solite rappresentanze di piante. Il pavimento è di coccio pesto ordinario, con filari paralleli di quadratini di marmo, messi ad uguali distanze.

 

Lungo il lato settentrionale è un passaggio sollevato, terminante con due scalini da una parte e dall'altra.

 

Sul portico orientale del peristilio si apre in tutta la sua larghezza la exedra 23, spaziosa ed elegante, con due colonne, tra gli stipiti (una volta rivestiti di legno) le quali sostenevano l'architrave. L'ambiente quindi non era chiuso da imposte, e l'ingresso manca di soglia, il cui luogo è occupato dal pavimento stesso di tutta la stanza, formato di coccio pesto con pezzetti di marmo di vario colore, qua e là incrostati. Di forma quadrata, era divisa dagli ambienti laterali solo mediante sottili pareti, ora cadute, e recava una bella decorazione dipinta, oggi conservata soltanto nella parte inferiore della parete di fronte. Da questo poco vedesi, che la parete esibiva tre grandi rettangoli, il centrale rosso e i laterali gialli, divisi da larghe fasce probabilmente nere, inferiormente però paonazze, recanti forse delle architetture fantastiche, e poggianti (ciò che si vede) su due piedistalli, ciascuno consistente in un avancorpo dello zoccolo generale della parete. Questo zoccolo è nero con una riquadratura paonazza nel campo centrale, e paonazzo con riquadratura nera nei campi laterali. Di queste tre riquadratnre, la prima esibisce una mascheretta di prospetto, assai danneggiata, pare muliebre, con sopra una specie di palmetto dalla quale partono due rabeschi a volute floreali; il tutto giallo. Ciascuna delle altre due esibisce un delfino. Sotto questo zoccolo, un altro minore dipinto ad imitazione di lastre di marmo colorato, incrostate.

 

Nella parete meridionale, oggi, come ho detto, distrutta, dovovano essere praticati due vani, che davano accesso ai piccoli ambienti 25 e 26.

 

Le due colonne della descritta exedra hanno carattere assai classico; ricordando la nota disposizione delle colonne nel templum in antis. Ed ambienti con tale disposizione di colonne non sono certo comuni nelle case pompeiane, né io saprei qui ricordare altri esempì che la stanza a destra dell'atrio nella casa n. 4, is. II, reg. Il; le due alae nella casa di Epidio Rufo, la exedra della casa del Fauno, celebre pel grande mosaico della battaglia di Alessandro, che ne è senza dubbio l'esempio più bello. In quest'ultima casa e in quella di cui è qui parola, una stanza che si apre sopra il lato principale di un peristilio, e con due colonne, per dir così, in antis, ha poi un' importanza ancora maggiore, ricordando la prostas dinanzi all’oecus della casa ellenistica, che appunto con due colonne (greek, see page 447)si apriva sul lato principale della corte  Ma se nella casa del Fauno ciò si osserva in un peristilio, preceduto nella maniera comune da atrio e da tablino, nella nostra casa lo notiamo in un peristilio, il quale, come nella corte della casa ellenistica, non è preceduto da altri ambienti che dal corridoio di accesso dalla via.

 

Nelle vicinanze del peristilio furono trovati i capitelli in tufo di due colonne, rivestiti di stucco, tra loro differenti, nessuno dei quali però mi pare che possa avere fatto parte delle due colonne dell’exedra, o di quelle del peristilio, le quali sono in muratura e di colore diverso. Entrambi i capitelli sono di tipo dorico: l'uno però reca intorno all'echino, rilevato in stucco, un filare di palmette; l'altro un filare di ancore e di tridenti, alternati con le prime in mezzo a due delfini guizzanti con la testa in giù, simmetricamente disposti, con tracce di pittura color celeste.

 

A sinistra della exedra descritta è la stanzetta rettangolare 24, alla quale si accede parimenti dal peristilio por un largo vano d'ingresso che aveva stipiti di legno e la soglia formata da diversi pezzi di marmo. Ha pavimento di coccio pesto, e le pareti (quella meridionale, che era comune con quella del vano 23, manca) a fondo bianco, tranne che nello zoccolo, il quale ha fondo nero, scompartito in grandi rettangoli, tra loro separati da architetture fantastiche, leggiere e da candelabri. Del fregio, conservasi soltanto la estremità sinistra sulla parete settentrionale, dove rimane il principio di un festone. Lo zoccolo è scompartito in riquadrature corrispondenti ai rettangoli e alle architetture divisorie, esibenti, le prime, piante con uccelli, le seconde, animali fantastici volanti (riconosco tra questi un androsfinge). Nulla vedesi di ciò che esibivano al loro centro i grandi rettangoli.

 

A sinistra della parete settentrionale un vano murato, che comunicava con apotheca 20 della casa precedente, in fondo al portico orientale del peristilio 18.

 

Ho già detto che in 25 e in 26 si entrava dalla exedra. Tutti e due sono piccolo ambienti; il primo ha pareti bianche e zoccolo nero; il secondo, è ugualmente così decorato, ha però lo zoccolo molto alto ; reca i fori per una scansìa nella parete meridionale, e mostra un vano abolito nella parete occidentale. Le due stanzette sono tra loro separate da una sottile parete, la quale era inoltre rafforzata da tre stanghe di legno verticali, come dimostra il vuoto lasciato da queste. Tale divisione è però posteriore, giaccchè sulla parete meridionale osservasi, che quella parete copre in parte la decorazione di un unico ambiente più antico. Sull'alto della parete meridionale, in 26, vedesi un intonaco di signino che appartenne ad un ambiente superiore.

 

Nel lato meridionale del peristilio si apre la bella stanza 27 con due vani di ingresso, dei quali quello di destra molto largo, dagli stipiti in parallelepipedi di tufo una volta rivestiti di legno ; quello di sinistra stretto e con gli stipiti rivestiti d'intonaco nero, con soglia di lava. La stanza ha pavimento signino con disegno geometrico nel mezzo ; ha le pareti dipinte a fondo nero, e reca tracce evidenti di essere stata coperta, almeno nella metà occidentale, da una bassa volticina, per la lunetta con cui termina la decorazione della parete occidentale e i fori per le travi che l'accompagnano all'esterno.

 

Le pareti sono divise nel loro campo principale in grandi rettangoli: hanno alto fregio decorato con leggiere architetture, animate dalle solite figure di cigni dal collo ricurvo, e da altri volatili con le ali spiegate; ed hanno basso zoccolo a fondo, nero. Questa decorazione è conservata principalmente nelle pareti meridionale e occidentale. Nella prima il rettangolo medio ha innanzi due colonnine sostenenti un frontoncino, che consiste solamente in due fasce inclinate, rappresentanti la cornice superiore del frontone, sul quale, come acroterio, si eleva una specie di alto stelo, terminante superiormente con un dischetto rosso, invadente, come il frontone stesso, il campo del fregio. Nel mezzo del rettangolo un quadretto rettangolare dalla rappresentanza del tutto svanita. Ai lati, due rettangoli per parte, divisi da un leggiero ed esile candelabro di color chiaro, alla cui metà è quasi sospeso un quadretto rettangolare, a fondo rosso con rappresentanza svanita, dal quale pendono due festoni ai lati. I piattelli dei candelabri pare che sostenessero una fascetta chiara orizzontale, che divide

i rettangoli dal fregio.

 

Nella parete occidentale il rettangolo medio ha innanzi parimente il baldacchino, che però termina con una trabeazione piana, senza frontone, anch'essa invadente il fregio. Il quadretto che decorava il centro del rettangolo in fondo al baldacchino, manca, forse perchè tolto al tempo del primo scavo. Ai lati anche qui due rettangoli per parte, separati da un candelabro, che però invade il fregio, dove termina con piattello, in corrispondenza del quale, più in alto, un uccello dalle ali spiegate. In ciascun rettangolo laterale vedesi la rappresentanza di un piccolo vaso metallico, la cui descrizione, per brevità, son costretto ad omettere. Nel fregio al disopra del baldacchino, un pavone a sinistra, e più in alto un quadrettorettangolare rosso, con pianticelle e uccelli pascolanti. La lunetta al disopra della descritta parete occidentale ha fondo bianco e su questo la rappresentanza di un grande pavone a destra, beccante sopra alcuni pomi, e nella estremità destra un altro volatile giallo con cresta rossa, dinanzi ad alcune pianticelle.

 

Ai lati del corridoio d'ingresso 21 esistono le due stanze 28 e 29, in tutte e due le quali si entra dal peristilio.

 

La prima (28) è una larga stanza rettangolare, con soglia di lava all'ingresso, pavimento di coccio pesto con in mezzo pezzi di marmo colorato incrostati, formanti quasi un disco, decorata nelle pareti con grandi rettangoli a fondo rosso e nero alternativamente, con fregio bianco e zoccolo nero. Nell'alto della parete occidentale un finestrino rettangolare che dava sul vico. Nessuna traccia della copertura.

 

La parete occidentale mostra cinque di quei rettangoli, dei quali sono neri il centrale e i due estremi, e sono fra loro scompartiti da fasce nere esibenti graziosi motivi decorativi in filari verticali: cigni, volute, tamburelli, ornati cuoriformi etc. Nel mezzo del rettangolo centrale è rappresentata un'aquila quasi di prospetto, dalle ali spiegate, leggermente stilizzate e da cui partono due leggieri festoni verdi. Nel mezzo degli altri due rettangoli neri, una corona per parte, dalla quale si staccano ornamenti floreali, avente al centro un uccello volante. I rettangoli rossi esibiscono ciascuno un piccolo quadretto rettangolare, quasi distrutto nel rettangolo di sinistra, ed esibente nell'altro una pantera che si avvicina ad un vaso (?), su fondo paonazzo.

 

La parete meridionale, più stretta, ha tre rettangoli: nero il medio, rossi i laterali. Il medio pare, secondo che si può giudicare dal poco che ne avanza, che esibisca del pari l'aquila come il rettangolo centrale dell'altra parete. In quello di sinistra, meglio conservato del corrispondente di destra, è l'avanzo di un quadratino nero disposto con gli angoli verso i lati del rettangolo, con delle linee rosse curve, estremità di qualche figura che non saprei determinare. Da ciascun angolo del quadratino parte un rabesco violaceo e verde. Il fregio, nelle due pareti in parte descritte, reca leggiere fasce su fondo bianco, decorate con uccelli volanti, festoni ed altri motivi. Nello zoccolo, piante.

 

Nella estremità destra della parete orientale, un piccolo rincasso.

 

La stanza 29 è più piccola; aveva stipiti di legno all'ingresso, ha pavimento di opus segmentatavi (questo non è stato ancora interamente liberato dal materiale eruttivo); un finestrino nell'alto della parete occidentale; pochi fori delle travi nell'alto della parete meridionale ed una notevole decorazione dipinta. Questa infatti, mentre nella parte superiore ha le bugne rilevate, proprie del primo stile, ha poi, al disotto di queste, la imitazione di altre bugne, ottenute col solo mezzo della pittura, conforme al sistema proprio del secondo stile.

 

Nella estremità destra del lato meridionale del peristilio si apre, con largo ingresso, il corridoio 30, pel quale si accede ad alcuni ambienti minori, rustici, della casa, privi di importanza, e dei quali per brevità ometto la descrizione.

 

Vi tornarono in luce le seguenti iscrizioni tutte graffite:

 

25. Sullo zoccolo nero della parete settentrionale del corridooio 21, al disopra di due disegni di gladiatori (?) eseguiti da qualche ragazzo:

 

 

25. Sullo zoccolo nero della parete settentrionale del corridooio 21, al disopra di due disegni di gladiatori (?) eseguiti da qualche ragazzo:

 

26. Piu in alto, sull’intonaco bianco della stessa parete:

 

26. Piu in alto, sull’intonaco bianco della stessa parete:

 

27. Nel lato del pilastro terminale rosso della stessa parete, rivolto nel peristilio:

 

27. Nel lato del pilastro terminale rosso della stessa parete, rivolto nel peristilio:

 

 

Sul lato occidentale della prima colonna a sinistra, nel lato occidentale del peristilio, da sopra in sotto:

 

28.

 

Sul lato occidentale della prima colonna a sinistra, nel lato occidentale del peristilio, da sopra in sotto:

28.

 

29.

 

29.

 

30.

 

30.

 

31.

 

31.

 

32.

 

32.

 

33. Sulla faccia rivolta a settentrione, della stessa colonna, il principio di un alfabeto latino:

 

33. Sulla faccia rivolta a settentrione, della stessa colonna, il principio di un alfabeto latino:

 

34. ed il seguente alfabeto greco:

 

34. ed il seguente alfabeto greco:

 

35. Sullo zoccolo nero, nell’angolo nord-ovest del Peristilio:

 

35. Sullo zoccolo nero, nell’angolo nord-ovest del Peristilio:

 

36.

 

36.

 

37. Inoltre i seguenti numeri:

 

37. Inoltre i seguenti numeri:

 

38. Sulla breve parete occidentale:

                       

38. Sulla breve parete occidentale:

 

 

Gli oggetti che vi si raccolsero furono I seguenti:

 

Presso la parete settentrionale del Peristilio, fra terre gia smosse:

Un chiodo di bronzo e una moneta di bronzo repubblicana forse un asse, unrecognisable in its particulars (709, 5.IV.910)

 

Nel corridor 21, a l.50m dal pavimento: un quadrans mediocremente conservato (749, 4 VI. 910). Bottone emisferico di vetro turchino senza foro, e una boccetta di vetro a lungo collo e corpo sferoidale, rota nel labbro, lunga m. 0.08 (741).

 

Nella stanza a destra dell’ingresso 28: Ornamento centrale di Fontana, consistente in un bloccheto di marmo bianco inferiormente quadrato (m. 0.225 x 0.225) con foro al centro, dal quale si elevano in giro, e subito si abbassano delle foglie, che parrebbero di acanto, ove non fossero estremamente fiose. Sulla base sono scolpiti due serpentelli, due rospi, un gambero d’acqua dolce, un piccolo animale dal corpo allungata, e Quattro gambe, a lunga coda, che non saprei identificare: sulle foglie due rospi, due lucertole, due lumache, un grosso gambero di terra (742, 6.VI.910). L'esecuzione è mediocre (fig. 3).

 

VII.6.38 Pompeii. Nella stanza a destra dell’ingresso 28: Ornamento centrale di Fontana.
Notizie degli Scavi, 1910, p. 452, fig. 3.

VII.6.38 Pompeii. Nella stanza a destra dell’ingresso 28: Ornamento centrale di Fontana.

Notizie degli Scavi, 1910, p. 452, fig. 3.

 

 

Nel corridoio 30: candelabro di bronzo, alto m. 1,196, dal fusto imitante un tronco d’alberello, il quale si divide superiormente in tre rami sorreggenti il piattello e inferiormente in altri tre rami, più grossi, formanti il piede. L'insieme è assai grazioso e originale (Inv.744, 7-VI-910).

 

Sul pluteo tra le colonne del peristilio: medio bronzo di Claudio, Cohen 84? (740, 13-VI-910).

 

39. Fondo di scodella aretina, con la marca della Rasinia in planta pedis: L-R-P (Inv. 750, 13-VI-910).

 

 

Nell'ambiente 34, cioè in fondo al corridoio 30: elegantissimo ahenum in lamina di bronzo (fig. 4) con recipiente inferiormente emisferico e rientrante in alto, munito di maniglia ad arco, girante in due anelli opposti, sotto ciascuno dei quali è una maschera in bronzo di divinità aquatica maschile, magistralmente modellata (figg. 5 e 6). È alto m. 0,225, largo alla bocca m. 0,235. La maniglia, munita superiormente di anello di sospensione, ha le estremità foggiate a testa di oca o di altro uccello aquatico, infilate nei due anelli opposti e ripiegate (753, 15-VI-910). Le due maschere costituiscono la parte più importante del vaso. Fuse a parte, erano saldate al vaso. Essendo l'una uguale all'altra, ne descrivo una soltanto, cioè quella riprodotta separatamente nelle figg. 5 e 6, che è anche la meglio conservata e ricoperta di bellissimo ossido di color azzurrognolo, ed oltre-mare, il quale concorre ad aumentarne il pregio.

 

VII.6.38 Pompeii. Nell'ambiente 34, cioè in fondo al corridoio 30: elegantissimo ahenum in lamina di bronzo.
Notizie degli Scavi, 1910, p. 453, fig. 4.

VII.6.38 Pompeii. Nell'ambiente 34, cioè in fondo al corridoio 30: elegantissimo ahenum in lamina di bronzo.

Notizie degli Scavi, 1910, p. 453, fig. 4.

 

Nell'area del peristilio: antefissa di terracotta, d'uno dei tipi soliti a Pompei, costituita cioè da una palmetta con in mezzo una testina umana poco chiara nei particolari (755). È probabile che essa avesse fatto parte di un filare di tegole sporgenti dalla terrazza per lo scolo delle acque. E che anche le terrazzo potessero essere munite di un filare di tegole lo vedremo nel peristilio della casa n. XXVIII.

 

Nell'ambiente 25: Piatto rustico di terracotta largo m. 0,27, scheggiato (756, 20-VI). Borchia circolare di bronzo, larga m. 0,047, forata nel centro (757). 

 

Sul pavimento dell'ambulacro orientale del peristilio.

Due cerniere di bronzo, lunghe m. 0,115 (760, 22-VI). Tre dei soliti pesi tronco-piramidali di terracotta, alti m. 0,11 (761).

Un quadrans, Babelon, op. cit. I, 46, n. 18? (762, 23-VI).

 

Sul pavimento dell'ambulacro occidentale, alla estremità settentrionale di esso. 

Piccola coppa in lamina di bronzo a fondo piatto, senza piede e senza anse, alquanto slargata in alto. Internamente è tuttora dorata, e tracco di doratura vedonsi pure all'esterno. Larga m. 0,08, è alta m. 0,035 (767, 24-VI-910).

Due cerniere di sottile lamina di bronzo larga m. 0,037, attraversate da chiodetti che le tenevano salde ad una cassa, lunghe m. 0,20 (768).

Fascio di strumenti agricoli di ferro, tenuti insieme dall'ossido (769).

 

VII.6.38 Pompeii. Nell'ambiente 34, cioè in fondo al corridoio 30: elegantissimo ahenum in lamina di bronzo.
Maniglia ad arco, girante in due anelli opposti, sotto ciascuno dei quali è una maschera in bronzo di divinità aquatica maschile, magistralmente modellata.
Notizie degli Scavi, 1910, p. 454, fig. 5.

VII.6.38 Pompeii. Nell'ambiente 34, cioè in fondo al corridoio 30: elegantissimo ahenum in lamina di bronzo.

Maniglia ad arco, girante in due anelli opposti, sotto ciascuno dei quali è una maschera in bronzo di divinità aquatica maschile, magistralmente modellata.

Notizie degli Scavi, 1910, p. 454, fig. 5.

 

VII.6.38 Pompeii. Nell'ambiente 34, cioè in fondo al corridoio 30: elegantissimo ahenum in lamina di bronzo.
Maniglia ad arco, girante in due anelli opposti, sotto ciascuno dei quali è una maschera in bronzo di divinità aquatica maschile, magistralmente modellata.
Notizie degli Scavi, 1910, p. 455, fig. 6.

VII.6.38 Pompeii. Nell'ambiente 34, cioè in fondo al corridoio 30: elegantissimo ahenum in lamina di bronzo.

Maniglia ad arco, girante in due anelli opposti, sotto ciascuno dei quali è una maschera in bronzo di divinità aquatica maschile, magistralmente modellata.

Notizie degli Scavi, 1910, p. 455, fig. 6.

 

Notizie degli Scavi, 1910, p.555-7:

Nella casa XXXVIII, si trovarono due anfore di terracotta, frammentate, contenenti avanzi di lische di pesci, quasi allo stato di polvere.

Ma la scoperta piu notevole fu quella fatta nell’ambiente immediatamente a sinistra di chi entra nel peristilio della casa XXXVIII.

 

Questo ambiente, notevole per la sua decorazione parietale, che è insieme del primo e del secondo stile, ha il pavimento fatto ad opus segmentatum e decorato nel centro con un emblema circolare che presenta le figure di alcuni pesci in vermiculatum assai finemente eseguite. Purtroppo però tale musaico bellissimo è stato danneggiato in una buona metà (fig. 1). L'emblema ha intorno una piccola fascia circolare di terracotta, la quale altro non è che l’orlo rilevato di un disco fittile, entro cui è contenuto l'opus vermiculatum. Ciò dimostra che tali emblemata erano eseguiti a parte e forse messi in vendita. Il diametro, compreso il cerchio di terracotta, è di m. 0, 58. Vi si veggono dei pesci, raffigurati con tanta naturalezza che si direbbe con Marziale (III, 35) esservi bisogno soltanto dell'acqua per farli natare).

 

VII.6.38 Pompeii. Emblema circolare che presenta le figure di alcuni pesci in vermiculatum assai finemente eseguite.
Notizie degli Scavi, 1910, p.555-7, fig. 1.

VII.6.38 Pompeii. Emblema circolare che presenta le figure di alcuni pesci in vermiculatum assai finemente eseguite.

Notizie degli Scavi, 1910, p.555-7, fig. 1.

 

Sgombrato il materiale che ancora copriva il primo tratto del vico occidentale verso mezzogiorno, si raccolsero un medio bronzo di Augusto, mal conservato, probabilmente una restituzione di Tiberio (Inv. 781, 5-VII), e una borchia circolare di osso, fatta al tornio, modinata, larga m.0.032, recante incisi sulla parte posteriore i numeri X XI (Inv. 782, 5-VII).

 

Notizie degli Scavi, 1911, p.272.

Devono qui essere menzionate due iscrizioni graffite, da me lette il giorno 17 nella casa n. 38, Reg. IV (VII), Ins. VI (cfr. Notizie degli Scavi, 1910, p. 450). Sono tracciate sulla colonna media del portico occidentale. Nella prima leggesi chiaramente il nome:

 

Devono qui essere menzionate due iscrizioni graffite, da me lette il giorno 17 nella casa n. 38, Reg. IV (VII), Ins. VI (cfr. Notizie degli Scavi, 1910, p. 450). Sono tracciate sulla colonna media del portico occidentale. Nella prima leggesi chiaramente il nome:

 

Nell'altra apparisce pure chiaramente il nome:

 

Nell'altra apparisce pure chiaramente il nome: interrotto dopo la quinta lettera per una lacuna nella parete, e continuato regolarmente subito dopo la lacuna.
M. Della Corte.

interrotto dopo la quinta lettera per una lacuna nella parete, e continuato regolarmente subito dopo la lacuna.

M. Della Corte.

 

 

Part 1

 

 

 

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Ultimo aggiornamento - Last updated: 12-Mar-2021 20:29